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manifesto

1. l’occupazione del tempo (la prassi è marketing)

ho una fastidiosa quanto inutile laurea in filosofia, mi sono occupato di comunicazione on line per una minuscola azienda di servizi internet, scrivo sceneggiature per colloqui di lavoro (che in omaggio al neorealismo finiscono tutti male) e come tutti i creativi ho questo blog inutile che potete visitare e, nel caso, segnalare ad un centro di igiene mentale.
ho un lavoro in cui mi pagano (molto poco) per rispondere al telefono, scrivere su word, disegnare case con archicad (la cosa più inopportuna sulla faccia del pianeta informatico dopo la casella ‘posta in uscita’ di outlook) e, come potete immaginare, tutto sommato mi sento soddisfatto e sovrautilizzato, oltre ad avere una busta paga che mi assicura uno stipendio medio del burkina faso e del tempo libero che sfrutto per importunare persone a caso.

2. l’illuminazione richiede tempo, gran parte del quale passato ad aspettare gli operai dell’enel

se state leggendo qui e ora siete in presenza di un fenomeno che si potrebbe definire sincronicità. questo fenomeno ha a che fare con la formazione di atomi e molecole che, incidentalmente e senza un’apparente motivazione si sono formate in modo da dare origine a me, a voi, e a un sistema di comunicazione binario, creando, fra le altre cose, un sistema complesso di interconnessione dell’universo. nel caso non stiate leggendo qui ed ora, allora sapete benissimo cos’è la sincronicità.

3. applicare la logica all’essere è come mettere la maionese nella cioccolata (si può fare certo, ma a che serve?)

chiunque sostenga la razionalità del reale non ha mai preso il metrò nell’ora di punta. nonostante questo, la ragione deve fare da zattera (mezza zattera, per la precisione: è solo un mezzo di comunicazione fra le due sponde) prima di essere abbandonata (la ragione sono le regole del gioco).
pretendere di spiegare l’essere con la logica è come pretendere di fare sesso con una donna che ha la cintura di castità. per quanto uno spinga, non c’entra niente.

4. contro il metodo

l’intellettuale non butta via niente. ecco perchè è normale sentire odori strani provenire dalla sua scrivania. però quando muore, l’intellettuale non va in decomposizione. al massimo si decostruisce.
"anything goes" non è un principio, ma l'esclamazione terrorizzata di un razionalista che osserva la storia con attenzione.
noi osserviamo, oggi come eris

5. dell’autoconsapevolezza

debord teneva un diario, baudrillard teneva un diario. e noi chi siamo, i figli della serva?

6. lo spazio tempo

esistono più tempi e luoghi, orazio, di quanta ne contenga tutta la tua filosofia. e anche quella di clarabella.
se il tempo è relativo all’osservatore, se non hai tempo, hai una buona probabilità di essere morto.
nel caso ci si perda nei piani inclinati dell’esistenza, una buona soluzione è ricordarsi che inanna vede gli fnord.

7. della vita, l’universo e tutto quanto

di ciò di cui non si può dire, è meglio fare, baciare, lettera e testamento.



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