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la teiera di russell (elementi di teiologia fondamentale)

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la teiera di russell (elementi di teiologia fondamentale part ii)

Il concetto di spazio che gli uomini riescono naturalmente ad elaborare, è strettamente legato all’esperienza che la specie homo sapiens fa di esso. Abbiamo idea di cosa è piccolo (tipo gli insetti, che sono così refrattari ad essere cementati sul muro da una ciabatta) e di cosa è grande (tipo le montagne, che, nonostante quello che sostiene la saggezza popolare, di solito non vanno da nessuna parte).

Ma se proviamo ad immaginare una distanza in natura piuttosto comune, diciamo lo spazio che c’è fra la Terra e Marte, una piccolissima distanza, se consideriamo l’estensione dell’universo, la nostra percezione va in crisi. Voglio dire, sappiamo che deve essere un sacco di strada, abbiamo l’idea del tempo che serve per coprire quella distanza ad una certa velocità, ma a livello pratico, non ce la riusciamo ad immaginare (nel caso ci siate riusciti, avete davanti una brillante carriera da docenti universitari, ma prima assicuratevi di aver passato il test di Turing).

Più o meno succede la stessa cosa quando proviamo ad immaginare la quantità di atomi contenuti in un centimetro quadrato di materia (quella materia che gli esperti assicurano sia composta, detto per inciso, da particelle incomprensibili che più o meno hanno una tendenza ad esistere. Questo per dire che anche il concetto di materia è piuttosto complicato da gestire, almeno fino a quando non vi investe un autobus di linea).

Realizzare che il concetto di grande e piccolo non sempre sono rapportati all’essere umano è stato uno shock piuttosto evidente nella storia dell’umanità (mettere le cose in prospettiva è un’attività in cui gli esseri umani sono particolarmente negati, se si escludono alcuni specialisti, e i pittori rinascimentali, ovviamente), il che significa che homo sapiens ha dei seri problemi a livello di macrocosmo e di microcosmo. Mica solo quelli, per carità (ad esempio, le specie evolute durante l’inverno vanno in letargo oppure migrano a sud; l’uomo ha inventato il cappotto e il riscaldamento a gas, e questo la dice lunga sulle nostre probabilità di sopravvivenza a lungo termine), ma insomma, è già abbastanza.

Non per niente le persone che si occupano di astrofisica o meccanica quantistica sono concentrate su categorie di pensiero molto diverse da quelle solite, e ciò spiega la sensazione che hanno le persone normali quando parlano con gli specialisti di questi campi, ossia di avere a che fare con qualcuno di completamente spostato (ciò non toglie che, alla prova dei fatti, quegli spostati abbiano ragione; da ciò derivano informazioni interessanti dal punto di vista sociologico, una delle quali è che il concetto di “normale” non abbia niente a che vedere con la razionalità).

Se avete pensato che tutto questo non ha alcun riferimento alle teiere, beh, avete quasi ragione. A parte il fatto che vi sareste dimenticati di guardare la cosa da un punto di vista olistico, e che tutto questo non riguarda le teiere in genere, ma la Teiera.



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